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La tecnologia mobile e m-payment al servizio del Retail

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In un’epoca in cui ormai più del 60% del traffico Internet transita su dispositivi mobile ed in cui anche i sistemi di pagamento e di acquisto su smartphone stanno colonizzando la “nuova frontiera” del web, le aziende Retail guardano con sospetto a queste novità.

Il loro principale timore è che, come per gli e-commerce, anche i progetti connessi con il mobile, in particolare gli m-commerce, sottraggano ancor più traffico al punto vendita e, di conseguenza clienti acquirenti.

In realtà un corretto uso della tecnologia mobile a servizio del retail può essere un importante strumento per arricchire i servizi al consumatore nel punto vendita, fondamentali in un’epoca in cui la leva principale è il prezzo.
Per questo, fornire al consumatore una serie di servizi aggiuntivi, che lo supportino durante lo shopping, può essere una strategia vincente. Di seguito alcuni esempi:

Pagamenti da mobile
Sebbene nei mercati maturi permanga una certa resistenza, i consumatori sono sempre più propensi ad utilizzare sistemi di pagamento mobile e, se consideriamo che è molto più probabile che tengano in mano uno smartphone rispetto al portafogli, è evidente il vantaggio connesso alla possibilità di consentire ai consumatori di utilizzare questi moderni strumenti di pagamento.
Un facile esempio è relativo alla digitalizzazione delle gift card, mercato in forte espansione e di cui noi come Gruppo siamo i precursori in Italia, che con complessità molto minori rispetto ai sistemi di pagamento bancari e con barcode facilmente leggibile mediante reader brandeggiabili, rende facilmente applicabile questo servizio erogato mediante strumenti mobile.

In-store pick-up ed il suo opposto in-shop m-commerce
Abbastanza popolare tra i retailer nel mondo, circa il 61% lo offre, il servizio “buy online, pick-up in store”, un servizio relativamente facile da implementare che aiuta l’incremento delle vendite nei punti vendita, incoraggiando i consumatori a fermarsi ed a fare eventuali acquisti aggiuntivi.
Se il servizio è guidato da strumenti mobile, app o m-site indifferentemente, che supportano il cliente con anche promozioni o suggerimenti di prodotti correlati, l’esperienza di ritiro ne risulta evidentemente fortemente arricchita.
Da un punto di vista decisamente speculare, uno strumento di m-commerce, che aiuti il consumatore quando non trova modello o taglia da lui desiderati, proponendo la consegna a domicilio, è di grande impatto per risolvere il problema delle “vendite perse”.

Proximity marketing, GPS e beacons
Gli strumenti di proximity marketing sono oggi ormai una realtà.
Sia sfruttando la tecnologia GPS, che tecnologia wireless o bluetooth low energy, le possibilità offerte in quest’ambito sono molte e completano i servizi a valore aggiunto offerti al consumatore mediante smartphone.
Con entrambe le tecnologie, è possibile inviare dal device notifiche push che colpiscano il cliente finale sia fuori dallo store, che addirittura all’interno dello stesso in specifiche posizioni, con informazioni collegate alla sua esperienza d’acquisto.
E’ importante, in questo contesto, offrire al consumatore un servizio che sia percepito come tale e non come un ennesimo strumento invasivo per la pubblicità.

 

La realtà mobile ed m-commerce può quindi essere utilizzata come un “circolo virtuoso” che supporti e accompagni il consumatore nel suo processo di acquisto: dalla scelta on-line all’esperienza in-store, deve arricchire la filiera, colmando quelle carenze che hanno i processi classici di shopping e che rischiano di allontanare il cliente dal prodotto o dal brand.

 

Renato Buontempo, Partner & CIO Ecrm Group

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