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La gestione degli Stati Vuoti: una fonte di retention per i nostri utenti

Oggi parliamo di un argomento web legato al mondo della UX.

Parliamo degli “Empty State” (stati vuoti) ossia quei momenti in cui un utente navigando su un sito web o su un’applicazione non vede contenuti visualizzati a schermo.

Questo può succedere generalmente per 3 motivi:

  • L’utente si è appena iscritto, o ha appena installato l’applicazione
  • L’utente ha compiuto tutte le azioni disponibili
  • C’è un errore

La corretta gestione di questo momento “morto” negli ultimi anni si è rivelato essere un’ottima fonte di retention.

Perché? Partiamo da un presupposto: il successo di un’applicazione o di un sito web è in gran parte determinato da come quest’ultimo riesca a tenerti impegnato, non farti interrompere il processo e farti ottenere risultati con il minimo effort.

Uno spazio vuoto ben gestito è in grado di spiegare efficacemente cosa si ha davanti, perché lo si sta vedendo e come passare alla prossima azione. L’utilità di questi stati è essenziale per l’utente, che ovviamente invogliato nel modo corretto ad agire, abbandonerà con meno facilità la nostra applicazione.
Un altro aspetto importante di questi spazi è la personalità.

Uno spazio vuoto piacevole da vedere rende l’attesa meno estenuante e un errore più facile da digerire come si può vedere da questi esempi:

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Gli Empty States sono un’ottima opportunità per creare connessioni più “umane” con gli utenti e andare oltre la semplice fruizione strumentale dell’applicazione. Aaron Walter (designer guru) per esempio, ha usato la gerarchia dei bisogni umani per spiegare cosa rende soddisfacente l’esperienza dell’utente in qualsivoglia applicazione:

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Un’applicazione deve essere utile, affidabile e utilizzabile certo, ma anche piacevole.

Per cui congratularsi con l’utente per un’azione riuscita, o trasmettere imbarazzo per un errore inaspettato, contribuisce a creare e coltivare “l’affetto” degli utenti nei confronti della nostra applicazione.

Infine, l’ultimo aspetto importante degli Empty States è il testo. Il focus centrale del copy in questi casi deve essere la “vendita” dei benefici e dell’utilità dell’applicazione. In un e-commerce, per esempio, ricordare all’utente che acquistare è semplice, e che se un articolo non gli piace può sempre restituirlo a costo zero, nella pagina del carrello vuoto, è un ottimo modo per sfruttare questo spazio altrimenti inutilizzato, e indirizzare l’utente a fare acquisti in tutta tranquillità.

In conclusione, possiamo affermare che gestire gli Empty State in modo efficace ed efficiente grazie agli accorgimenti di cui sopra, consente di comunicare personalità prima di tutto e spiegare eventuali benefici della pagina che sto visualizzando.

Un momento “morto” utile, bello e, perché no, divertente, contribuirà in modo determinante al successo complessivo della nostra applicazione.

 

Francesco Saccullo
Web Designer

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